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Approvato il Decreto Ristori, Conte: “Risorse saranno immediate”

Via libera del Consiglio dei Ministri al Decreto Ristori.

Confermate le indiscrezioni sui contenuti principali del testo. Torna quindi il contributo a fondo perduto per le attività chiuse o con orario ridotto dopo l’ultimo dpcm adottato dal governo. I bar riceveranno il 150% di quanto ricevuto con il primo indennizzo a fondo perduto, quello del Decreto Rilancio arrivato prima dell’estate. I ristoranti il 200%, il doppio. Mentre le discoteche, che da agosto non hanno mai riaperto, arriveranno al 400%. Confermato anche il limite massimo dell’indennizzo, pari a 150 mila euro.

Per i lavoratori dello sport c’è un indennizzo di 800 euro, per gli stagionali del turismo e i lavoratori dello spettacolo si arriva a 1000. Per la cassa integrazione vengono introdotte sei settimane aggiuntive da utilizzare entro la fine di gennaio. Sempre alla fine di gennaio viene prorogato il blocco dei licenziamenti introdotto all’inizio della pandemia. Da febbraio in poi, salvo nuove modifiche, non potrà licenziare solo chi in quel momento starà usando la cassa integrazione.

Confermata anche la cancellazione della seconda rata dell’Imu, che scade il 16 dicembre, per tutte le attività chiuse o limitate nell’orario dall’ultimo dpcm. Per chi paga un affitto scatta invece un credito d’imposta di tre mesi, con l’importo che può essere dedotto dalle tasse future oppure girato al proprietario.

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