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Roghi nel Cassinate, la Consulta Ambiente ha inviato una nota alle autorità

Edoardo Grossi, membro della Consulta dell’Ambiente del comune di Cassino, ha inviato una nota a diverse autorità provinciali e nazionali, tra cui i Ministeri di Salute, Ambiente e Difesa, nonché alle Forze dell’Ordine, per richiamare all’attenzione sul problema sanitario che riguarda il Cassinate, ovvero quello dei roghi di residui di colture agrarie, cespugliosi, di alberati e di incolti. Riceviamo e pubblichiamo:

“E’ notorio che nelle campagne del cassinate è diffusa la retriva “pratica” dell’abbruciamento di residui di colture agrarie, di cespugliosi, di alberati e di incolti misti a rifiuti di vario genere (plastica, cellophane, polistirolo). Ebbene, tale attività è senz’altro sanzionatile, innanzitutto, penalmente ai sensi dell’art. 674 c.p. (la fattispecie ricorre anche in presenza di qualsivoglia provvedimento autorizzatorio dell’autorità comunale. Recentemente il Ministero dell’Ambiente, la Prefettura di Frosinone ed il Comune di Cassino hanno diramato note (allegate alla presente) affinché si attenzionasse il grave problema sanitario in atto. In materia appare, senz’altro, anche ipotizzabile l’illecito smaltimento di rifiuti, sanzionatile ai sensi dell’art. 256 del D.Lgs 152/2006 in quanto siffatta bruciatura rappresenta un mezzo illecito per disfarsi di tale materiale, con l’inevitabile emissione di inquinanti in atmosfera (spesso aggravata dalla bruciatura combinata di altri materiali- vedere foto allegate). Le gravissime dimensioni assunte del fenomeno (incontrollato ed incidente sulla popolazione nell’ambito di un evidente ed avverso mutamento climatico che colpisce i nostri territori) possono, senz’altro, determinare dannosi effetti sulla salute pubblica e sull’ambiente che impongono massima attenzione nella repressione dei citati reati. Si chiede, con preghiera, alle Spett.li Autorità in indirizzo, di una più approfondita disanima della problematica sopra evidenziata, al fine di adottare i provvedimenti opportuni nell’interesse della salute pubblica”.

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