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Coldiretti: turisti, a giugno 10 milioni in meno

A causa dell’emergenza Covid-19 sono a rischio in Italia 800 mila posti di lavoro con la chiusura, prevista entro un anno, di oltre sei alberghi e ristoranti su dieci.

Questo la situazione che emerge da un’indagine Istat, la quale denuncia l’esistenza di fattori economici e organizzativi che mettono a rischio la sopravvivenza del 65,2% delle imprese di alloggio e ristorazione

A pesare anche la mancanza di turisti italiani e stranieri. Solo a giugno, secondo un bilancio della Coldiretti, si registrano 10 milioni di presenze in meno, e a luglio un italiano su quattro non è partito per le vacanze.

Il crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha un effetto negativo a valanga sull’agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato di almeno 3 miliardi per i mancati acquisti di cibi e bevande solo nell’estate 2020.

“Il settore del turismo – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – come l’alloggio e la ristorazione, che rappresentano il 3,7 per cento del valore aggiunto regionale, insieme al commercio, pari al 10,5 per cento del valore aggiunto, sono i comparti maggiormente colpiti dalle misure per contrastare l’emergenza sanitaria, stando al rapporto realizzato dalla Banca d’Italia”.

Coldiretti Lazio, lo scorso aprile, aveva chiesto alla Regione Lazio liquidità immediata per aziende agrituristiche in crisi, ma anche una serie di agevolazioni, che vanno dal taglio dell’Iva al 4% alla riduzione delle bollette energetiche, fino agli ammortizzatori sociali per i dipendenti, la cancellazione della tassa di soggiorno e l’introduzione di voucher per i turisti.

“Sono nel Lazio sono presenti oltre 1280 aziende agrituristiche per circa 15 mila posti letto – conclude Granieri – strutture a conduzione familiare, spesso in zone isolate della campagna, che rappresentano forse il modo migliore per difendersi dai rischi del contagio e lo sostengono anche Terranostra e Campagna Amica. Gli agriturismi sono i veri ambasciatori del Made in Italy, che consentono di riscoprire sapori e tradizioni del nostro territorio. Stiamo lavorando alla realizzazione di un percorso di promozione turistica e la riorganizzazione degli spazi e del lavoro. E’ un settore che ha subito ingenti perdite, costretto alla chiusura per oltre due mesi e ad affrontare la cancellazione delle prenotazioni, ma anche l’annullamento delle cerimonie”.

 

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