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Cisl Frosinone: violenza di genere, chiesto rinnovo del protocollo

Alessandra Romano, Segretario Generale Aggiunto della CISL di Frosinone, è intervenuta in merito al tema della violenza di genere nel nostro Paese, fenomeno accentuatosi durante il periodo d’isolamento dovuto all’emergenza sanitaria.

Molte donne, infatti, sono risultate vittima di episodi di violenza, causati dalla condivisione prolungata ed obbligata degli spazi domestici nel periodo tra il 9 marzo e il 18 maggio.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno gli episodi di violenza tra le mura domestiche sono cresciuti esponenzialmente, come dimostrano le chiamate nazionali al numero 1522, aumentate del 73% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Ad aumentare in misura vertiginosa sono state soprattutto le richieste di aiuto nel Lazio, maggiormente nella fascia oraria 9:00 – 17:00, tuttavia le denunce sono state molte meno.

L’andamento in provincia di Frosinone, precisa Alessandra Romano, ha ricalcato quanto verificato a livello regionale e le strutture del territorio, dei veri centri di eccellenza, hanno continuato a garantire l’assistenza alle donne che hanno avuto la forza di reagire.

La CISL di Frosinone è stata tra i promotori del Protocollo di Intesa, sottoscritto il 25 giugno 2015,  per l’istituzione della rete antiviolenza della provincia di Frosinone, che nel corso degli anni ha creato un baluardo assistenziale e culturale antiviolenza nel territorio, grazie alla coesione di intenti e di azioni dei 36 partner istituzionali.

È giunto il momento di rinverdire le sinergie – conclude Alessandra Romano – e restituire un rinnovato, quanto atteso vigore a quella esemplare carovana antiviolenza della Provincia di Frosinone, affinchè nessuna donna possa restare condannata alla violenza, agli abusi, ai maltratatmenti, ai soprusi, alla sopraffazione, sia nelle relazioni,  che nei luoghi di lavoro“.

Lo scorso primo luglio la Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio ha approvato il documento “La violenza di genere nel periodo dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”, che conferma come durante il lockdown, a fronte di un calo complessivo dei reati contro la persona (dati Ministero dell’Interno), la violenza di genere non si sia affatto fermata, anzi sia aumentata, soprattutto in forma sommersa, per via delle maggiori difficoltà delle donne a denunciare.

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