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Odori nauseabondi, la lettera aperta dell’Associazione Medici di Famiglia

L’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia ha scritto un lettera aperta rivolta ai sindaci dei comuni i cui cittadini lamentano l’esposizione a forti emissioni odorigene. Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera aperta ai Sindaci dei comuni, dove i cittadini si lamentano per la puzza. Un po’ più aperta per il Sindaco di Patrica, Fiordalisio.

L’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia, di fronte a cittadini  esposti ad orrendi miasmi, costretti a puzze insopportabili, incontrollate ed inarrestabili, di fronte a Sindaci che urlano la loro impotenza nei confronti delle famigerate emissioni odorigene, ritiene che non sia più tollerabile l’atavica mancanza di provvedimenti efficaci e risolutivi, rispetto la puzza. L’Associazione dei Medici, in vero, già da qualche anno si è interessata a questa drammatica problematica. Nello specifico,  a seguito delle reiterate richieste dei cittadini della contrada Vallefratta del comune di Castro dei Volsci dove insiste un opificio ad impatto emissivo, che lamentavano un forte disagio per le condizioni dell’aria e per la presenza di emissioni odorigene estremamente impattanti, ha messo in atto  il metodo dello studio dello stato di salute della popolazione esposta.

La salute dimostrata compromessa o comunque a rischio emissioni è, per il sindaco, il mezzo più efficace per prendere  decisioni in merito. Nessun indicatore migliore dello stato di salute del cittadino. Si è individuata, in sintesi, una modalità sanitaria riproducibile, il cui utilizzo consente, a chi amministra, ripetiamo, la concreta possibilità di rivendicare la non accettazione della condizione dannosa per la popolazione. L’efficacia della valutazione dello stato di salute si è concretizzata nella città di Frosinone, quando, qualche anno fa, la dimostrazione da parte dei medici di un aumento della prevalenza dell’asma e della broncopatia cronica rispetto la media nazionale, ha fornito al sindaco lo strumento per revocare un’autorizzazione per un impianto di combustione di  biomasse.

Stessa concretezza di risultato ottenuta a Cassino ed Alatri. Decisamente minore la fortuna per il Comune  di Castro dei Volsci. Nel luglio 2018 l’Amministrazione Provinciale, Assessorato all’Ambiente, è stata investita ufficialmente sul problema delle emissioni odorigene a Castro dei Volsci, con inoltro via  Pec, a firma della Associazione dei Medici per l’Ambiente di Frosinone e Provincia, di Civis di Ferentino e di numerosi cittadini residenti. La richiesta di revisione dell’autorizzazione all’opificio indicato come emissivo, corredata da una documentazione sanitaria estremamente puntuale ed esemplificativa riguardante la gente di Vallefratta,non ha sortito  alcuna  presa in considerazione,nessun giudizio espresso, nessun riscontro fattivo a favore di qualsivoglia intervento, da parte dell’Amministrazione  Provinciale. Perché questo occultamento, questo disconoscere, questo escludere a prescindere, pur in presenza di un concreto fatto documentale?

Nei confronti  delle emissioni odorigene, si discute di assenza di norme repressive di mancanza di limiti di  impossibilità di misurazioni, si lamenta la mancanza di strumenti per impedirne la propagazione e si accetta penitenti l’ineluttabile castigo divino della puzza. Il solito film. Nonostante ciò, è  evidente che la strategia dell’indagine medica venga poco perseguita, forse non compresa nella sua importanza ed applicabilità come unico strumento di risoluzione. La salute dei cittadini è il bene assoluto e di fronte al quale ogni norma burocratica deve cedere il passo. In questi giorni il Sindaco di Patrica, ha intrapreso alcune iniziative per cercare una soluzione alla puzza forte e continua presente sul suo territorio, già sede di diversi siti impattanti ed in procinto di autorizzazioni per nuovi insediamenti.

L’auspicio e la speranza che nelle riunioni operative sulle problematiche inerenti le emissioni odorigene che attanagliano il territorio di Patrica, si tenga nella massima considerazione lo studio dello stato di salute della popolazione, come strumento potente e forse unico, per rivendicare la sanificazione dell’ambiente. L’augurio per tutti è che  i tavoli tecnici non si profondano, esclusivamente, in  discussioni su norme burocratiche ineludibili, non emendabili, ma soprattutto, nei fatti, non utilizzabili per preservare la salute psico-fisica dei cittadini.

Perché non introdurre nelle discussioni lo studio della  condizione di salute dei cittadini, del rischio previsto e statisticamente rappresentato nei confronti delle esposizioni? Perché non la valutazione oggettiva delle malattie e della previsione delle stesse,  al centro dell’azione degli amministratori? Perché non utilizzare metodologie sanitarie  che hanno prodotto  risultati positivi, come nel caso, su riportato, della biomassa di Frosinone? Perché non  indagare, con il rigore scientifico e la validità metodologica necessaria, con studi mirati e specifici, le condizioni sanitarie della popolazione esposta? I Sindaci, in caso di riscontri accertati, avrebbero riconosciuto il diritto “ obbligato” a prendere provvedimenti   a salvaguardia della salute psico-fisica della gente. Perché qualora venga individuato un mezzo efficace di dimostrazione di un danno e/o rischio di danno, non ricadente nelle solite metodologie in uso,non viene riconosciuto  come metodo di avanzamento della ricerca a favore del bene comune? E’ stato finora utile  trincerarsi dietro tecnicismi incomprensibili, citazioni di normative, addirittura sovrapposizione erronea del concetto di normativa con quello di scientificità? Quali i risultati a tutt’oggi?

Dott.ssa Marzia Armida – Presidente dell’ Associazione di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia  Dott. Giovambattista Martino – Coordinatore  dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia

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