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Economia & LavoroPrimo piano

Cassino, Fca: la crisi del gruppo preoccupa destra e sinistra

Continua a destare preoccupazione la sorte dello stabilimento Fiat Chrysler di Piedimonte San Germano.

Il gruppo automobilistico ha chiuso il secondo trimestre 2019 con un utile netto di 793 milioni di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo del 2018, e con un utile operativo stabile a 1,5 miliardi, ma sono in calo del 3% i ricavi, pari a 26,7 miliardi, e sono crollate dell’11% le consegne globali complessive, per un totale di 1.157.000 veicoli. A salvare il gruppo sono le performance di Stati Uniti e Brasile, mentre, stando all’amministratore delegato Mike Manley, “la seconda parte dell’anno sarà impegnativa per l’area europea, anche perché non sono previsti lanci di nuovi modelli”.

A un mese dall’incontro alla Regione Lazio durante il quale è stato chiesto al MiSE di convocare un tavolo sulla crisi Fca, il sindaco di Cassino, Enzo Salera, è tornato sull’argomento in un’intervista rilasciata alla redazione dell’Inchiesta Quotidiano. “Non abbiamo avuto alcuna risposta da parte del ministero, ma ho incontrato l’onorevole Enrica Segneri, componente della commissione Lavoro di Montecitorio, che mi ha detto che il piano industriale Fca dovrebbe essere confermato”, ha dichiarato il primo cittadino. E ha aggiunto: “Nessuna risposta ufficiale dal MiSE e, considerando il periodo di ferie cui andiamo incontro, credo che non avremo riscontri a breve, ma sto comunque inviando un ulteriore sollecito sulla base del documento sottoscritto nella riunione della Consulta dei sindaci”.

Sull’argomento crisi Fca è intervenuto in una nota anche il consigliere regionale del Lazio Pasquale Ciacciarelli, che si è detto preoccupato per il futuro del gruppo e, particolarmente, per quello dei lavoratori. “La parabola discendente per Fca in Italia è iniziata con l’adozione da parte del governo giallo-verde del provvedimento noto come ‘ecotassa’”, ha detto Ciacciarelli. “La situazione del settore automotive è drammatica e non fa che alimentare un clima di incertezza sul futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano. La cassa integrazione per 3mila dei lavoratori dell’indotto è quasi terminata e non ci saranno altri ammortizzatori sociali. Si prospetta un dramma nel dramma”, ha aggiunto il consigliere di FI.

Secondo Ciacciarelli, la Regione dovrebbe tenere ben più alta l’attenzione sullo stabilimento: “Settimane fa è stata approvata in Consiglio regionale la mozione che impegna il presidente Zingaretti e la Giunta a istituire un tavolo ministeriale permanente per monitorare la situazione, di cui facciano parte i rappresentanti del gruppo Fca e i sindaci dei Comuni interessati, allo scopo di elaborare politiche di contrasto alla crisi e di sostegno al territorio. Ad oggi, però, di questo tavolo non si vede neanche l’ombra”.

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