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CronacaPrimo piano

Processo Morganti, ascoltati ieri i legali di Michel Fortuna

Si sono svolte nelle giornate di ieri 11 luglio e di mercoledì 10 luglio le udienze per il processo Morganti durante le quali i legali difensori hanno tentato di smontare le accuse nei confronti dei loro assistiti. Nella giornata di ieri è toccato agli avvocati difensori di Michel Fortuna, per il quale la Procura ha chiesto l’ergastolo poiché accusato di aver colpito a morte Emanuele lo scorso 24 marzo 2017. Secondo i legali di Fortuna, Bruno Giosuè Naso e Christian Alviani, il testimone che avrebbe riferito di aver sentito Michel Fortuna dire di aver male ad una mano, dopo aver dato un pugno ad Emanuele che l’aveva fatto cadere per terra, avrebbe subìto delle pressioni nel corso degli interrogatori. Tutto ciò sarebbe venuto fuori da un’intercettazione telefonica nella quale il testimone avrebbe riferito a qualcuno di essere stato costretto a fare il nome di Fortuna poiché quest’ultimo era già stato arrestato e lui non voleva finire in carcere. Sempre secondo i legali di Fortuna la procura avrebbe creato un clima di caccia alle streghe volto a trovare elementi che avrebbero portato alla condanna per omicidio volontario. Dopodiché Naso e Alviani hanno contestato le indagini condotte dagli inquirenti, le quali non hanno portato al movente. Secondo i due legali, infatti, il movente non esiste e si è trattato soltanto di una scazzottata finita nel modo peggiore.

L’avvocato Bruno Giosuè Naso si è poi appellato al principio del ragionevole dubbio, secondo il quale nel momento in cui sussiste anche un minimo rischio che una persona possa essere accusata ingiustamente bisogna optare per l’assoluzione. Martedì 23 luglio ci sarà la replica dei pm Giuseppe De Falco e Vittorio Misiti. Nella giornata di mercoledì scorso, invece, è toccato agli avvocati difensori degli altri tre imputati, Franco e Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, per i quali la procura ha chiesto rispettivamente 24, 26 e 28 anni. I legali di questi ultimi sono Marilena Colagiacomo, Angelo Bucci e Massimiliano Carbone e al termine dell’udienza hanno chiesto l’assoluzione per i loro assistiti.

 

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