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Anagni: esposto alla Corte dei Conti per il depuratore non funzionante

Se fosse attivo potrebbe trattare i reflui di una tra le aree più industrializzate del Lazio, eppure il depuratore di Anagni, la cui realizzazione è stata finanziata già a partire dagli anni Novanta, ancora oggi non risulta in funzione.
“Il depuratore di Anagni avrebbe un ruolo importantissimo nell’alto frusinate, con ricadute nell’intera provincia. Il suo mancato funzionamento danneggia un territorio già depauperato”. Ad affermarlo è Ilaria Fontana, portavoce del M5S alla Camera e capogruppo della Commissione Ambiente, Lavori pubblici e Territorio, che oggi ha depositato un esposto alla Procura Generale del Lazio presso la Corte dei Conti sul danno erariale derivante dall’inattività della struttura.
“Il fatto che un’opera chiave per la salvaguardia dell’ambiente resti inattiva non garantisce lo standard richiesto dalle normative europee sul trattamento delle acque reflue industriali dell’agglomerato anagnino”, continua Fontana. E aggiunge: “In merito l’Italia ha già ricevuto diverse procedure di infrazione. La qualità delle acque nel bacino idrografico del Sacco risulta pessima anche a causa dello sversamento delle acque reflue industriali direttamente nel fiume, senza la dovuta depurazione. Nell’arco di questi anni i finanziamenti a pioggia sono stati tantissimi e a pagare sono sempre i cittadini”.
In passato il depuratore è stato oggetto di un’interrogazione parlamentare, sempre di Fontana, al Ministero dell’Ambiente, il merito al cronoprogramma del depuratore, con riferimento proprio alle procedure d’infrazione UE 2014/2059 e 2017/2181 per la mancata depurazione delle acque reflue.

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